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Tempo di ricordi, nella mia cucina. Ho trovato in cantina delle vecchie foto e tra le mani stringo forte quella di un ragazzo in jeans e camicia a quadri…
Ho conosciuto B. quando avevo 21 anni. Lui brillante studente di medicina e io improbabile studentessa di giurisprudenza. Quella sera stavo tornando a casa con Bruna, una delle quattro studentesse con cui vivevo a Catanzaro, e per strada incontrammo dei suoi amici. Tra questi c’era lui: affascinante e tenebroso. Ci presentarono e mentre gli stringevo la mano, rimasi colpita dalle sue parole: “non saremo mai amici io e te…” Lo guardai seria e lui sorridendo indicò il mio gilet. A quei tempi andavo in giro vestita in modo molto stravagante e quella sera indossavo jeans strappati e camicia con sopra un gilet (di Jovanotti) con il disegno della bandiera americana. Lo guardai con più attenzione e notai subito l’eskimo, un giaccone che negli anni 70 rappresentava un simbolo inconfondibile della contestazione giovanile, e subito capii che eskimo e gilet a stelle e strisce erano due indumenti che non potevano sicuramente andare d’accordo… Ero concentrata sui miei pensieri quando lo sentii dire ridendo “insomma… sei una simpatizzante americana!” Rimasi in silenzio. Non sapevo nulla di politica e non volevo fare figuracce, ma era ovvio che quel ragazzo di estrema sinistra, che come un radar aveva notato il mio gilet sotto il giacchetto aperto, mi aveva etichettato come “politicamente scorretta”… 🙁
Nelle settimane successive, mi capitò spesso d’incontrarlo all’università e ogni volta percepivo dentro di me un’emozione strana. Ricordo quella volta in cui lo vidi seduto in un’aula mentre seguiva una lezione di medicina e rimasi di nascosto ad osservarlo… lui si girò di colpo e io come una bambina scoperta a rubare la marmellata scappai nel lungo corridoio dell’ateneo. Arrivata alla fine del corridoio mi girai, convinta di averla fatta franca, e lanciai un urlo quando vidi la testa di B. spuntare dalla porta dell’aula. Beccata! 😮
Mi piaceva quel ragazzo! Era intelligente, brillante, affascinante, sfuggente, suonava il basso in un gruppo rock e aveva quell’aria scanzonata che piace tanto a noi donne. 🙂 Ricordo quel periodo come uno dei più felici e spensierati della mia vita. Ero corteggiata da tanti e affrontavo la vita con la leggerezza di una ragazzina. Amici, feste, locali, cene… il periodo dell’occupazione all’università contro la riforma Ruberti, con serate che finivano sempre a tarallucci e vino… Per la prima volta mi sentivo libera di volare!
Per il mio compleanno organizzai una festa a casa e fu davvero uno dei compleanni più divertenti di tutta la mia vita! Eravamo in tanti e ricordo ancora le risate per i tanti giochi stupidi e assurdi di quella serata. A mezzanotte andammo al parco e, saltata la recinzione, iniziammo a giocare fino a tarda notte a nascondino. Ho riso davvero tanto in quel periodo!
Una sera B. invitò me e le mie coinquiline ad una festa in un locale, dove si esibiva con il suo gruppo. Quella sera, guardando quel ragazzo esibirsi sul palco, capii in una frazione di secondo di esserne innamorata. Le luci, la musica, i suoi capelli lunghi, il suo look da sessantottino, tutto mi sembrava meraviglioso e perfetto.
A fine serata, B. mi presentò Stefano, il suo migliore amico, e cominciò uno dei periodi più confusi della mia vita! 🙁
Stefano studiava giurisprudenza come me, era un ragazzo estroverso e simpatico e viveva con i suoi genitori in una bellissima villa a picco sul mare. Lo incontrai un giorno all’università e, dopo aver fatto due chiacchiere, m’invitò alla festa del suo compleanno. Arrivai alla festa in ritardo, in compagnia della mia amica Bruna, e notai subito che Stefano mi guardava con interesse… Ero davvero lusingata dalle sue attenzioni… e stupita. Ero una ragazza insicura e piena di complessi, ma in quel periodo mi sentivo come un fiore appena sbocciato. Tutto era nuovo per me e mi sembrava di vivere in un sogno…
I giorni trascorrevano velocemente e io non riuscivo più a concentrarmi sullo studio. Ricordo un pomeriggio in cui ero sdraiata sul letto a guardare il soffitto… il suono del campanello mi fece sussultare… e qualcuno bussò in modo deciso alla porta della mia stanza… era Stefano. Fuori c’era un bel sole e mi urlò con entusiasmo “usciamo!” Poi, senza aspettare una risposta prese il mio giacchetto di jeans, si avvicinò e mi chiese d’indossarlo. Mi trascinò fuori casa, e arrivati in strada salimmo sulla sua vespa. Era un bellissimo pomeriggio di maggio e abbracciata a lui, osservavo lo splendido panorama. Ci fermammo a fare una passeggiata e, mano nella mano come due innamorati, ci raccontammo di noi. Ricordo che, quasi senza rendermene conto, raccolsi una pigna e la misi in tasca… Ancora oggi la conservo gelosamente nella scatola dei ricordi. Fu davvero un pomeriggio speciale. Verso sera, Stefano mi riaccompagnò a casa e da quel momento iniziammo ad uscire spesso insieme. Fu un periodo bellissimo e confuso. Da una parte c’era B. con il suo fascino e dall’altra c’era Stefano con la sua simpatia e stravaganza… (continua)
Hummus di ceci e peperoni
INGREDIENTI PER 3 PERSONE CIRCA:
- 100 gr di ceci secchi (oppure 270 gr di ceci lessati)
- 200 gr di peperoni sott’olio (oppure un peperone grande rosso cotto al forno)
- il succo di 1/2 limone
- 30 gr di olio EVO
- 20 gr d’acqua tiepida
- 1/2 spicchio d’aglio
- un po’ di prezzemolo fresco
- 1 cucchiaio di tahina (oppure 20 gr di semi di girasole)
- un pizzico di peperoncino o paprica
- 1/2 cucchiaino circa di sale marino integrale
PROCEDIMENTO
- La sera prima mettete in ammollo i ceci con un cucchiaino di bicarbonato.
- Il mattino dopo, sciacquateli bene e lessateli in abbondante acqua (devono diventare morbidi).
- Dopo la cottura, scolate i ceci e versate nel bicchiere di un mixer aggiungendo l’olio EVO, l’acqua, i peperoni e il succo di limone. Frullate fino ad ottenere una crema densa.
Se decidete di usare un peperone fresco, lavatelo, asciugatelo e cuocete in forno caldo a 200°. Trascorso il tempo necessario, mettete il peperone in una busta di plastica per 40 minuti circa, poi togliete la pelle, i semi e i filamenti interni. - Aggiungete il prezzemolo e l’aglio (togliete l’anima), un cucchiaio di tahina o, se preferite, i semi di girasole, il sale, il peperoncino o la paprica e continuate a frullare.
- Servite l’hummus di ceci e peperoni tiepido (basta scaldarlo a bagnomaria) in piccole ciotole con del pane tostato e decorate con prezzemolo tritato, peperoncino e un giro d’olio.
- L’hummus di ceci e peperoni va conservato in frigo, in un contenitore ermetico, per 2/3 giorni.


Nia dice
Da quando ho scoperto l’hummus è stato amore, e sicuramente proverò questa variante. Tu però non puoi lasciarci così in sospeso 🙂
Mena dice
L’attesa rende tutto più prezioso… un abbraccio Nia.
laila dice
Mi é piaciuta la ricetta ma mi é piaciuta di più la tua storia…non vedo l’ora di leggere il finale
Mena dice
Raccontandola mi sembra di essere tornata indietro…