Le solitarie passaggiate al mare di questi giorni hanno risvegliato in me un senso di nostalgia. Di ritorno a casa da una di queste passeggiate, non ho resistito: in punta di piedi su una sedia, ho tirato giù dall’armadio, la scatola dei ricordi. Una vecchia scatola piena di diari, foto, lettere, biglietti e piccoli oggetti legati ad un momento speciale. Ho aperto la scatola e un vortice di emozioni contrastanti mi ha investito. Mi sembra quasi di sentire voci e profumi legati a cose che sembrano prive di ogni senso. Ecco tra le mani la pigna raccolta in Sila quella volta che Stefano mi mise quasi di peso sulla sua vespa e mi porto a fare un giro in montagna per costringermi a uscire, visto che erano giorni che me ne stavo rintanata nella mia stanza, della casa universitaria. E poi, l’audiocassetta di Vasco… Un ricordo davvero romantico. Ho 19 anni e vivo a Siena. È dicembre e finalmente torno a casa per le vacanze di Natale. Arrivo a Roma con il treno, poi prendo l’autobus per la Calabria. Salgo sull’autobus e prendo posto accanto ad una signora. Dietro di noi sono seduti due ragazzi, uno dalla faccia simpatica e l’altro… l’altro è molto carino. Chiedo se posso inclinare il sedile e da li parte una conversazione senza fine tra me e il ragazzo carino. Quello dalla faccia simpatica mi cede il suo posto per un po’. Per tutto il tempo del viaggio parliamo di tantissime cose. Lui è di Crotone, è paracadutista a Livorno e viaggia molto. Ad un certo punto comincio ad avvertire un certo imbarazzo e decido di tornare al mio posto. Lui tranquillo mi chiede in prestito l’audiocassetta di Vasco ed entrambi sprofondiamo nel mondo della musica con il walkman. Quando l’autobus arriva alla mia fermata, ci salutiamo. E solo allora mi rendo conto che non ci siamo neanche presentati. Ad aprile decido di lasciare Siena. Sto riordinando le mie cose e la cassetta di Vasco cade a terra e si apre. Nel raccoglierla noto all’interno una frase scritta a mano. All’inizio non riesco a capire, poi ripenso al ragazzo dell’autobus e tutto diventa chiaro. La frase è molto romantica e preferisco tenerla per me. Alla fine scrive il suo nome e il numero di telefono della caserma. Emozionata faccio quel numero… Ma è ormai troppo tardi. Lui è stato trasferito altrove… “Mamma, dove sei?” Sento i piedini di Chiara che corrono e il rumore si fa sempre più vicino. Di colpo, chiudo la scatola dei ricordi e dico a me stessa con un sorriso “alcune situazioni ti sfiorano, altre ti travolgono”… e le braccia di Chiara, che mi ha appena raggiunto, mi fanno sentire travolta dall’amore e da tutto quello che ho in questo momento…
Oggi non ho una ricetta da condividere. Ma volevo esserci lo stesso. Per augurare a tutti un felice 2016 e per ringraziarvi di avermi seguito. Mammachechef, tra un mese, compie un anno. Spero, in questo lungo anno, di avervi tenuto compagnia con le mie ricette e con i miei racconti. Spero di avervi fatto sorridere e anche riflettere. Io sono felice di aver condiviso con tutti voi i miei pensieri e i miei esperimenti in cucina. Grazie e… ci vediamo nel 2016, per un anno che mi auguro sia per tutti un anno di crescita. Il cuore è per voi 🙂 🙂 🙂
Questo è quello che abbiamo costruito insieme nel 2015: http://jetpack.me/annual-report/84434991/2015/

Elisa dice
E’ da mesi che ti seguo e non mi sono ancora decisa a commentare nessuna delle stupende ricette… un po’ per l’imbarazzo della scelta, un po’ per timidezza.
Voglio rompere il ghiaccio ringraziandoti di cuore dei profumi con cui hai risvegliato la mia cucina… grazie di cuore!
Mena dice
Grazie di cuore a te.